Donna, vita, libertà
Ciocche di capelli per il popolo iraniano
Sulla scia delle iniziative di solidarietà messe in atto dalla Triennale di Milano, dal MAXXI di Roma e da altre realtà, anche il Macof, Centro della Fotografia Italiana, dà il proprio contributo, ospitando l’iniziativa di raccolta delle ciocche di capelli che saranno poi inviate al Consolato iraniano a Milano.
Dalla morte di Mahsa Amini in Iran non si fermano le proteste contro il governo. La ventiduenne curda iraniana è stata arrestata il 13 settembre a Teheran dalla cosiddetta polizia morale, picchiata violentemente mentre veniva trasferita con la forza, è morta tre giorni dopo. In molte città del Paese e università in migliaia sono scesi in piazza per gridare “Donne, vita e libertà!”. Il governo iraniano ha assicurato che “sommosse e violenze non saranno tollerate”. Dopo settimane sono state uccise molte persone, ma la lotta non si placa e in tutto il mondo ci sono manifestazioni a sostegno della causa del popolo iraniano.

Il taglio dei capelli è una vecchia cerimonia usata in Iran e in altri paesi limitrofi. Significa “lutto”: quando ci si trova di fronte a una grande tristezza o rabbia, allora ci si tagliano i capelli. È come ignorare il proprio senso estetico o la propria bellezza per far vedere che si è tristi. Adesso questo è diventato simbolico. (Bita Malakuti)

A partire da martedì 11 fino a fine novembre (da martedì a domenica, dalle 9.00 alle 19.00), sarà possibile lasciare una ciocca dei propri capelli anche al Macof, legata con un filo di corda, da depositare in un apposito contenitore all’ingresso degli spazi della mostra permanente.
L’iniziativa è promossa dal Macof, con la collaborazione di Carolina Zani e Paola Linda Sabatti e di tante persone volontarie che presiederanno l’iniziativa.