Tornare

“Sono confuso, non so se sono gli occhi che guardano il mio paese fermo nel quadro o se è la mente che insegue l’immagine che ho dentro, indelebile”. Così dice mentre guarda un quadro appeso in una trattoria di Strugnano.  È una giornata speciale: dopo più di mezzo secolo, Aldo ha deciso di tornare nella sua casa, abbandonata nel febbraio del 1947 quando l’Istria è stata ceduta alla ex Jugoslavia e con Bianca, sua moglie, se ne è andato per sempre.
Una finestra rotta, un cortile, il muro di fronte, niente più ha le sembianze di un tempo. Flash di memoria riportano alla mente l’infanzia e la giovinezza vissute tra quelle pareti piene di crepe e di ragnatele; ma rievocano anche le sparizioni, le foibe e la paura che li spinse alla fuga verso un futuro incerto. “È un ricordo, quello dell’Istria, destinato a sopravvivere nell’animo di chi più non vi risiede, per il fuggevole momento di una sola generazione, l’ultima rimasta”, scriveva Eugenio Scalfari nella prefazione al libro di Gianni Giuricin Istria maledetta.
Mariagrazia Beruffi traduce in immagini queste memorie, rivivendo con Bianca e Aldo Paoli momenti, intimi sentimenti che sono appartenuti anche ad altri trecentomila esuli istriani sparsi in tutto il mondo.

Biografia

Mariagrazia Beruffi vive fra Brescia, città natale, e Trieste, dove ha insegnato lingue straniere. Dopo un percorso di studi grafici si è avvicinata da alcuni anni alla fotografia che, anche grazie ad uno studio approfondito degli autori classici e contemporanei, si è tramutata in passione ed esperienza di vita. La sua è una fotografia fatta di incontri casuali che si tramutano spesso in una condivisione di sogni, sentimenti ed emozioni. Parte sempre dalla realtà, ma il suo linguaggio tende a superare l’aspetto documentaristico a favore di un espressionismo molto personale e di forte impatto.

www.mariagraziaberuffi.com