2030: Birth of a metropolis. The ambition of Kazakistan

Il 6 luglio 2018 il Kazakistan ha festeggiato il 20° anniversario della capitale, Astana. Il presidente Nursultan Nazarbayev, alla guida del paese da 28 anni, l’ha scelta nel 1997 per sostituire la vecchia capitale Almaty, situata in una zona troppo periferica e altamente sismisca, e farne una delle metropoli più moderne al mondo. Astana è una città ancora in costruzione – il progetto, che copre un’area complessiva di 710 km², dovrebbe completarsi nel 2030 –, ma già oggi sfoggia uno skyline futuristico a cui hanno contribuito archistar internazionali come il giapponese Kisho Kurokawa e l’inglese Norman Foster. Soprannominata la Dubai della steppa, non mostra più traccia delle vecchie atmosfere sovietiche, ma rappresenta una città avveniristica, un desiderio di futuro e ricchezza, un’utopia di vetro e di riflessi che esibisce l’ambizione di un paese intero di ottenere il riconoscimento internazionale dal punto di vista politico e strategico, al centro dell’Eurasia e lungo la nuova Via della Seta.

Biografia

Fotografo documentarista, nato a Cesena nel 1980, indaga storie e problematiche riguardanti l’identità, la condizione umana, concentrandosi sulle conseguenze del rapido progresso tecnologico di alcune aree del pianeta.
 Negli ultimi anni si è dedicato a un racconto sulla penisola coreana che è stato premiato con il Sony World Photography Awards, il LensCulture Emerging Talent Awards, il Premio Il Reportage, il Premio Voglino e si è aggiudicato il Portfolio Italia – Gran Premio Hasselblad. I suoi lavori sono stati pubblicati su magazine e quotidiani (The Washington Post, Financial Times, Vanity Fair, Der Spiegel, Die Zeit, Internazionale, La Stampa, Geo, Marie Claire, Gente, D-la Repubblica delle Donne, Io Donna)  ed esposti in Italia e all’estero (al Foro Boario di Modena, al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, alla Somerset House di Londra, allo U Space di Pechino, alla Willy Brandt Haus di Berlino, al Kaunas Photo Festival in Lituania, al Sony Square di New York, al SI Fest di Savignano, al Festival della Fotografia Etica di Lodi e al Festival Photolux di Lucca). Nel 2017 è stato inviato di Vanity Fair in Corea del Nord.

www.filippoventuri.photography