loc-garrubba_bassaCaio Garrubba. I cinesi nel 1959
A cura di Renato Corsini

Dal 7 marzo al 4 giugno 2017

Nel 1959 Caio Garrubba ottiene il visto per recarsi in Cina, meta ambita e difficilmente raggiungibile da un fotografo occidentale in quegli anni.
Reporter freelance, espressione di un nuovo fotogiornalismo italiano nato dall’Italia libera del secondo dopoguerra, iscritto al partito comunista, ma già consapevole delle contraddizioni e ambiguità del socialismo reale, viaggia per quaranta giorni nella Repubblica popolare cinese e racconta aspetti e realtà della Cina maoista a dieci anni dalla rivoluzione: i simboli del nuovo potere nell’imperiosa piazza Tian’anmen, gli spostamenti delle chiatte sul fiume e la fatica dei trasportatori in una Shanghai che sembra ancora quella febbrile di traffici degli anni Trenta, i volti di una cultura tradizionale che il regime non ha ancora cancellato, e poi il lavoro nelle campagne delle Comuni popolari e quello nelle acciaierie della folle corsa all’industrializzazione del “Grande balzo in avanti”, l’ottimismo e le speranze che attraversano la popolazione.
La mostra riscopre questo lungo reportage, in cui si intrecciano gli echi dei romanzi di Malraux e le idealità del cinema francese del Fronte popolare, il mito della lunga marcia e l’epopea di un popolo che cerca un suo riscatto, ma soprattutto lo sguardo malinconico e solidale sulla vita degli uomini di un protagonista della fotografia “umanista” del secondo Novecento.